Un gestore extra alberghiero in Commissione Europea

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Tirato fuori dal Cilindro.

Ecco come mi sono sentito quando una mattina mi arriva la chiamata: “Prepara le valigie, sei stato selezionato dalla commissione europea come Best Practice sulla formazione turistica in Europa“.

Cancello il mio viaggio programmato negli stessi giorni per il Marocco (con un po’ di rimpianto) e prenoto il volo.

È infatti arrivato all’orecchio dei ricercatori che un gruppo di trainer si era messa in testa di supportare le piccole aziende italiane del settore extra alberghiero nella crescita e sviluppo. Mi attende una platea dei massimi esperti di turismo da tutta Europa, che vuole sapere perchè e come ho fatto a mettere su una azienda formativa per il settore extra alberghiero.

Giorno 1: cena di Gala

Sbarco a Bruxelles, il posto dove per 4 anni di fila ho partecipato al mitico B&B EXPO del mitico Jean Pierre.

Cena di gala. Ai tavoli si conoscono quasi tutti. Io non conosco nessuno. Si parla dei massimi sistemi e fatico ad arrivare a fine cena. Ci sono un paio di persone interessate al mio progetto, ma me lo dicono in separata sede, non si sa mai!

Giorno 2: la conferenza

Arriva il mio turno. La cosa più bella è che a moderare il mio intervento c’è il presidente di Hotrec, una sorta di Federalberghi italiana…

Partiamo bene.

Avevo inviato le mie slide qualche giorno prima, e non ho trattenuto l’emozione nel rivederle impaginate con i loghi della Commissione Europea!

Comincio il monologo, sono preparato e proseguo con scioltezza.

Mi chiamo Danilo Beltrante e oggi sono un imprenditore felice grazie al lavoro che svolgo nel settore extra alberghiero.

Non è stato sempre così!

La mia prima esperienza è stata la conduzione di un B&B dove facevo, tra le altre cose, anche le pulizie! Mi divertivo, ma dopo un po’ che lo fai non è umano: 24 ore a disposizione degli altri, e si annulla la tua vita privata. Inutile mettere paletti, non funziona. Chi resiste continuando ad ottenere buone recensioni negli anni per me è un eroe e gode di tutta la mia stima. Per me era un sacrificio troppo grande, e ho deciso di esplorare l’ignoto.

Ero abbastanza stufo di non avere tempo libero, non riuscire a portare avanti relazioni sane, essere considerato da parenti e amici “la femminuccia” del B&B, snobbato dai fornitori.

È stato allora che mi sono avvicinato al mondo della formazione, dove ho investito almeno la metà dei weekend e quasi 50.000 € negli ultimi 4 anni.

Cosa ho studiato o letto? Di tutto.

Cosa ha funzionato? 2 cose:

  • La formazione tecnica: il web marketing e revenue management mi hanno permesso di aumentare gli introiti e assumere il primo dipendente e di avere un po’ di tempo libero.
  • Lo sviluppo personale: motivazione, determinazione, psicologia, gestione emotiva e formazione imprenditoriale. Mi hanno permesso di avere 3 aziende, tra cui questa che porto qui a Bruxelles, viaggiare in tutto il mondo, tempo libero e soprattutto coltivare le giuste relazioni.

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Tutto bello? NO.

Mi sono guardato intorno e avevo il deserto: la famiglia e gli amici mi vedevano come un extra terrestre. Cosa si è messo in testa Danilo?

I colleghi avevano acceso già i ceri per un fallimento di un ragazzo di cuore, ma troppo ambizioso in un contesto ostile come è stata l’Italia degli ultimi anni della “crisi”.

Era inutile, la solitudine sembrava la ricompensa per i miei sforzi. Una mosca bianca in un settore di improvvisati, furbacchioni e speculatori. Così almeno dicevano “gli altri”.

Non mi sono ancora una volta dato per vinto: volevo dimostrare che chiunque, con i giusti strumenti, poteva replicare il mio percorso. Il punto è che non tutti hanno il tempo e 50.000 € da investire in formazione!

Sono convinto che se riesco a far lavorare meglio anche i miei colleghi, alla lunga ne beneficerò anche io perchè darò un contributo ad elevare la qualità del settore extra alberghiero in Italia. Ed i turisti verranno a flotte anche nei miei appartamenti.

Ho presentato un po’ di statistiche ufficiali sul settore extra alberghiero – fonte istat

Negli ultimi 10 anni in Italia il settore è cresciuto del 54% in Italia, 125 milioni di presenze contro le 255 milioni del settore alberghiero, senza considerare altrettante realtà che a causa di una legislazione lenta non sono censite, e non si sa se stanno “di quà o di là”.

E anche quelle meno ufficiali – fonte Federalberghi

Si stimano 100.000.000 di presenze “supplementari”, più di ⅕ delle presenze totali!

Cosa fanno le istituzioni per supportare lo sviluppo del settore? Poco o nulla.

Sorvoliamo sulla politica, sembra che un ministero ad hoc sia come chiedere la luna, e restiamo focalizzati sulla formazione.

  • Su 85 corsi universitari sul turismo, ce ne fosse uno dedicato al settore extra alberghiero.
  • Il linguaggio tecnico usato dai professori o dai formatori in genere è complicatissimo e bisogna fare un corso per capire quello che dicono al corso, ed un corso per applicarlo. Poi magari ci sarebbe anche da lavorare ogni tanto.
  • Le associazioni di categoria sono ancora molto deboli e lente nel rispondere efficacemente alle esigenze del settore extra alberghiero.

È evidente che non possiamo più non tener conto dei bisogni di una economia che contribuisce al 50% del pil italiano generato dal turismo.

La sala a questo punto è tutta con me. Sono visivamente emozionato e mi verrebbe di esultare già qui, ma ho ancora le ultime slide che descrivono il mio progetto, quindi vado avanti.

Cosa facciamo noi di Vivere di Turismo in questo contesto?

Nel nostro piccolo colmiamo il gap che esiste tra la formazione tradizionale ed i bisogni del settore extra alberghiero.

Abbiamo inventato un linguaggio che parla dritto agli operatori. Basta con le sigle cervellotiche degli “esperti”. A cosa servono se non le capisce nessuno?

Diffondiamo cultura attraverso i corsi, il blog, le guide, libri, coaching private per imprenditori volenterosi.

Ricerchiamo e promuoviamo soluzioni tecnologiche semplici e alla portata delle piccole aziende. Perchè pagare migliaia di euro per un software di cui utilizzerò una minima parte?

Operando tutti i giorni sul campo, conosciamo bene le esigenze del settore ed i trainer sono tutte persone di successo che hanno ottenuto risultati evidenti.

Ecco, l’ho fatto. Mi sono fatto pubblicità e adesso perderò audience. Invece ancora tutti lì immobili ad ascoltarmi, curiosi di ascoltare le 2 case history che ho portato alla loro attenzione. Due aziende diverse dopo 4 mesi di coaching direttamente con il sottoscritto, hanno raddoppiato il fatturato!

La cosa straordinaria è che io ho dato gli strumenti ed il know how, il resto lo hanno fatto loro. Ah, dimenticavo, era la loro prima esperienza nel turismo!

Fine della presentazione, applausi. Sono felice.

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Comincia il dibattito: il moderatore (quello della Federalberghi francese) mi ricorda che siamo in una conferenza di imprenditori e l’argomento è la formazione, quindi trova il mio intervento fuori tema. Poi mi chiede quanti dipendenti ho ed il contratto che ho fatto a loro, e senza farmi rispondere conclude che è ovvio che noi lavoriamo così tanto, visto che siamo totalmente fuori legge.

Lo guardo con un sentimento di accettazione che, se mi avesse potuto vedere Roberto Re, sarebbe stato orgoglioso del suo allievo.

È una domanda o possiamo andare avanti?

Lui sorpreso della mia calma, mi invita a rispondere, con aria abbastanza seccata.

Incalzo: il settore extra alberghiero è composto da piccoli imprenditori che riflettonono questa visione sconcia dei grandi del turismo.

Ha presente quando si dice ad un bambino: sei uno stupido? Ecco alla lunga ci sentiamo spesso di serie B e senza possibilità di inclusione nel sistema turistico.

È vero: spesso si lavora anche 18 ore al giorno per sbarcare il lunario. Cosa c’è di male in questo? La mia azienda di formazione offre gli strumenti per migliorare la gestione dell’impresa extra alberghiera, in modo da fare una programmazione efficente che permetta all’imprenditore in primis, e poi di conseguenza ai collaboratori di lavorare in maniera organizzata. È evidente che lavorando sotto banco, chiunque abbia paura di crescere e strutturarsi.

Ho 25 dipendenti, di cui una decina fissi e gli altri occasionali, a chiamata, tutti assunti con regolare contratto.

La formazione ha determinato il successo della mia azienda, e credo che sia arrivato il momento che l’Europa spinga l’inclusione delle piccole aziende nel sistema turistico, incentivando corsi di studi ad hoc.

Conclusioni: prende la parola Antonella Correra, policy officer della commissione europea, e ad un certo punto dice: “l’Europa vuole consolidare e incrementare la sua posizione di leadership nel mercato turistico mondiale. C’è una competizione altissima. Per questo la Commissione Europea oggi, dopo l’intervento di un italiano, prende atto del gap che c’è tra il settore extra alberghiero e la formazione tradizionale e si impegna all’inclusione del settore nel sistema attraverso la promozione di iniziative mirate”.

Sono soddisfazioni!

 

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