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07 ott Abolizione della Parity Rate: una rivoluzione a cui partecipa anche l’Italia!

Anche l'Italia ha deciso di muoversi contro la parity rate, la sua abolizione apre scenari davvero interessanti. Analizziamoli insieme.

Sei gestore di una struttura turistico-ricettiva? Questa notizia potrebbe cambiare completamente il modo in cui gestisci la tua attività.

Da anni, è in vigore la parità tariffaria o parity rate. Le strutture dovevano avere prezzi simili sia sul proprio sito sia sui siti di prenotazione on-line come booking.com o expedia.com.

In Europa, si è aperta una guerra contro le cosiddette OTA con l’abolizione della parity rate, prima in Germania, poi dal 10 Luglio in Francia, e da ieri, con 434 si e 4 no in Parlamento, anche in Italia.

Una vittoria a prima vista

I gestori vedono spesso le OTA come un nemico da cui devono proteggersi. Le OTA vengono percepite come organismi che possono truffare e mettere i gestori turistici in difficoltà con la politica dei prezzi in vigore.

La parity rate è vista come una normativa che penalizza sia i gestori turistici che gli utenti. Gli utenti pensano di ottenere la tariffa più bassa su siti come booking.com o expedia.com.

In realtà, tante volte, i prezzi sono gonfiati dai gestori per poter ottenere un ricavo netto alto dopo il pagamento delle commissioni, e essendo obbligati alla parity rate, non riescono a disintermediare.

Gli utenti potrebbero ottenere tariffe ancora più basse senza la parity rate.

Quando la prenotazione arriva da un’agenzia, si devono pagare delle commissioni che variano spesso dal 12% al 50%, secondo i siti e le promozioni a cui il gestore ha aderito.

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Ora, dopo la votazione dell’emendamento ad hoc, sembra che l’Italia stia esultando, prendendosi una rinvincita su questi siti di prenotazione on-line.

In effetti, l’emendamento considera nullo ogni accordo precedentemente preso in favore della parity rate nei contratti firmati con siti come booking.com.

La legge vale per tutti gli intermediari e gli imprenditori avranno allora meno oneri.

Ma prima di poterla applicare, deve essere approvata dal Senato, il che prenderà sicuramente mesi. Non vendiamo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso!

Una vittoria, o la zappa sui piedi?

Con l’alleanza della Francia e dell’Italia, che rappresentano il mercato più grande nel turismo a livello mondiale, i siti di prenotazione on-line e tutti gli intermediari nelle prenotazioni dovranno tenere conto di questa scelta.

Attento pero! Non sappiamo che sorprese ci riserva il futuro e le transizioni sia con le OTA sia nella mentalità degli utenti non saranno facili né indolori!

In effetti, tutti i gestori devono tenere in mente che le OTA non sono affatto un nemico ma un partner!

Offrono altissima visibilità alle strutture essendo una vetrina. Le OTA hanno un pubblico vastissimo a livello mondiale.

Avere un accordo di scambio con loro è naturale e ripaga anche gli imprenditori!

Tante piccole strutture, senza questa visibilità, non avrebbero neanche metà del loro fatturato annuo e avrebbero difficoltà ad avere prenotazioni.

Non lasciamoci prendere dall’entusiasmo troppo facilmente e rimaniamo cauti.

Ci sono tante possibilità di riappropriarci della propria libertà imprenditoriale oltre all’abolizione della parity rate, come ad esempio lavorare sui clienti acquisiti e ottimizzare le performance del sito proprietario.

Troviamo le nostre e lavoriamo uniti in questa direzione!

Gwendoline Brieux

Appassionata di scrittura e di lingue, nata in Francia. La sua curiosità e il suo amore per le culture straniere l’hanno portata a vivere in Inghilterra per due anni e in Italia da ormai quattro anni. Laureata in storia e letteratura italiana, si avvicina al turismo grazie ad un’esperienza pluriennale in un’agenzia immobiliare specializzata nelle locazioni turistiche a breve, medio e lungo termine. Dopo anni di check-in, check-out e gestione dei clienti, ha deciso di lanciarsi in freelance nelle sue due passioni: la scrittura e il turismo.

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